Il 31 dicembre scade l’agevolazione per i dipendenti con figli a carico

dipendenti con figli a carico

C’è ancora tempo per beneficiare del bonus da 3.000 euro destinato ai dipendenti con figli a carico, inclusi quelli nati fuori dal matrimonio, riconosciuti, adottati o affidati. Secondo l’articolo 40 del decreto legge 48/2023, questa misura mira ad agevolare fiscalmente i dipendenti con figli, consentendo loro di godere di una quota annuale di fringe benefit, prestazioni di welfare aziendale esentasse, che può raggiungere i 3.000 euro. Tale importo supera notevolmente i 258,3 euro previsti per gli altri dipendenti.

È bene chiarire che non si tratta di un bonus erogato dallo Stato né di un credito ulteriore attribuito dal datore di lavoro. Si tratta invece di un innalzamento della soglia di esenzione fiscale. In pratica, il vantaggio si traduce in un risparmio sulle tasse, poiché i fringe benefit fino a 3.000 euro non saranno soggetti a tassazione. Questa agevolazione include l’esenzione dall’Irpef e dall’imposta sostitutiva sui premi di produttività per i benefit ricevuti dai dipendenti con figli a carico. Un’opportunità significativa per coloro che mirano a ottimizzare la propria situazione fiscale, conforme alle disposizioni del decreto legge 48/2023.

È importante ricordare che l’agevolazione fiscale introdotta non implica alcun obbligo da parte del datore di lavoro ad erogare premi o bonus ai dipendenti.

Fringe benefit: 3.000 euro esentasse per i dipendenti con figli a carico

L’articolo 40 del Decreto Lavoro, incentrato sulle “misure fiscali per il welfare aziendale“, introduce significative modifiche riguardo al limite di esenzione per i fringe benefits, con particolare attenzione ai lavoratori dipendenti con figli a carico. Di seguito, un’analisi dettagliata dei tre punti chiave delineati da questa disposizione:

  1. Aumento della Soglia: La soglia di esenzione è stata notevolmente incrementata, raggiungendo i 3.000 €, in contrasto con i precedenti 258,23 € accessibili a tutti i dipendenti.
  2. Limitazione ai Lavoratori con Figli a Carico: Questa agevolazione fiscale è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti che hanno figli a carico, delineando un approccio mirato a sostenere le famiglie.
  3. Validità per l’Anno d’Imposta 2023: Le disposizioni dell’articolo 40 si applicano solo per l’anno d’imposta 2023, sottolineando la natura temporanea di questa misura.

È importante sottolineare che l’articolo 40 circoscrive l’applicazione di questa nuova disposizione di esenzione dal reddito di lavoro dipendente al solo periodo d’imposta 2023, con scadenza al 31 dicembre 2023, con l’obbligo di includere nel calcolo totale dei fringe benefits quelli forniti dal datore di lavoro dall’inizio dell’anno.

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Agevolazioni fiscali per dipendenti con figli a carico

Il diritto al bonus fiscale è riservato ai dipendenti con figli a carico, inclusi figli nati fuori dal matrimonio, adottivi o affidati. Sono previste esenzioni da IRPEF e imposta sostitutiva sui premi di produttività, a condizione che non superino i 3.000 €. Va sottolineato che le agevolazioni si estendono anche alle utenze domestiche per gas, elettricità e acqua.

Per definire i “figli fiscalmente a carico”, l’articolo 12, comma 2, del TUIR stabilisce che il reddito dei figli non deve superare i 2.840,51 €, al netto degli oneri deducibili. Tuttavia, per i figli di età inferiore o uguale a 24 anni, il limite di reddito si innalza a 4.000 € ai fini fiscali.

La Circolare n. 23 dell’Agenzia dell’Entrate del 1° agosto specifica che l’agevolazione si applica a ciascun genitore, anche se entrambi sono titolari di reddito da lavoro dipendente, anche nel caso di un solo figlio a carico di entrambi i genitori. Questa modalità è confermata anche nel caso in cui i genitori decidano di assegnare la detrazione per figli a carico al genitore con il reddito più elevato. La condizione di “figlio fiscalmente a carico” deve essere valutata al 31 dicembre di ogni anno, richiedendo una verifica per l’anno d’imposta 2023.

I lavoratori dipendenti senza figli possono usufruire esclusivamente dell’esenzione per beni e servizi offerti dal datore di lavoro, con un limite annuale di 258,23 €. Tuttavia, questa scelta ha sollevato preoccupazioni riguardo a una possibile disuguaglianza tra i lavoratori con figli a carico e quelli senza. Inizialmente, si era ipotizzato un limite di esenzione fiscale per i fringe benefit di 1.000 € per tutti, indipendentemente dalla presenza di figli a carico. Questa proposta, tuttavia, è stata abbandonata, e si è mantenuto il limite dei 3.000 €.

Welfare aziendale 2023: esenzione fiscale per i dipendenti con figli

Nel 2023, i datori di lavoro possono erogare ai propri dipendenti con figli a carico fringe benefit esentasse, fino a un limite complessivo di 3.000 euro.

I fringe benefit che possono beneficiare di questa esenzione sono:

  • beni ceduti e servizi prestati ai lavoratori dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori dal matrimonio, riconosciuti, adottivi o affidati, a carico del lavoratore
  • somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale

Per beneficiare dell’esenzione, i lavoratori devono presentare al datore di lavoro una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti necessari. I datori di lavoro, prima di erogare gli emolumenti, devono informare le rappresentanze sindacali unitarie.

L’agevolazione si applica anche in caso di famiglie con entrambi i genitori dipendenti.

Esenzione fiscale e contributiva

I valori dei fringe benefit erogati ai lavoratori dipendenti con figli a carico sono esenti dall’imponibile fiscale e previdenziale, fino a un massimo di 3.000 euro.

La relazione dell’Ufficio Studi del Senato afferma che l’esenzione riguarda anche la base imponibile della contribuzione previdenziale.

Tuttavia, in caso di sforamento della soglia di 3.000 euro, l’intero importo è soggetto a tassazione e contribuzione previdenziale.

I lavoratori dipendenti senza figli a carico possono beneficiare dell’esenzione fiscale ordinaria, fino a un massimo di 258,23 euro.

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Come richiedere il bonus per dipendenti con figli a carico

Per usufruire del beneficio riservato ai dipendenti con figli a carico, il lavoratore deve informare il proprio datore di lavoro della sua idoneità all’agevolazione.

Il lavoratore che utilizza la piattaforma Beneficy deve fornire al datore di lavoro il codice fiscale dei figli che sono fiscalmente a suo carico inserendo i dati nella sezione IMPOSTAZIONI / I MIEI FAMILIARI, avendo l’accortezza di spuntare la casella “fiscalmente a carico”.

Qualora vi siano cambiamenti nella situazione familiare, il lavoratore deve prontamente aggiornare il datore di lavoro. Il datore di lavoro recupererà il beneficio non spettante dagli emolumenti corrisposti nei periodi di paga successivi a quello nel quale è resa la comunicazione.

Gestione operativa del bonus di 3.000 euro

Con l’avvicinarsi della scadenza del 31 dicembre 2023, è fondamentale sapere come i datori di lavoro debbano gestire operativamente il bonus di 3.000 euro. Esaminiamo di seguito alcuni scenari:

Esempio 1

Un datore di lavoro che ha erogato beni e servizi fino a 258,23 euro a un collaboratore con figli a carico può incentivare ulteriormente il lavoratore. L’innalzamento della soglia di esenzione offre un plafond di 2.741,77 euro fino al 31 dicembre 2023. Questo valore può aumentare di ulteriori 200 euro mediante buoni benzina e titoli equivalenti. Si ricorda che il bonus benzina è esente solo dal punto di vista fiscale, non previdenziale.

Esempio 2

Un datore di lavoro che ha erogato beni e servizi per un valore di 3.000 euro ha già raggiunto il plafond esente. Ulteriori benefici/servizi esenti comporterebbero il superamento della franchigia di esenzione, assoggettando l’intero valore a imposizione fiscale e previdenziale.

Esempio 3

Se un lavoratore senza figli a carico ha già ricevuto beni e servizi esenti per 3.000 euro, ma il figlio perde il requisito di essere fiscalmente a carico entro dicembre 2023, il datore di lavoro, in sede di conguaglio, dovrà assoggettare a contribuzione e tassazione l’intero importo riconosciuto.

Esempio 4

Un lavoratore con figli a carico, che ha ricevuto beni e servizi per 2.400 euro nei primi quattro mesi del 2023, ha superato la soglia di esenzione generale. Il datore di lavoro ha già assoggettato a tassazione e contribuzione l’intero importo. Entro dicembre 2023, è necessario effettuare un conguaglio a favore del lavoratore, coinvolgendo sia l’aspetto previdenziale che fiscale, con modalità comunicate dall’INPS.

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Matteo Paolini inizia la sua carriera da giornalista durante i primi anni dell’Università degli Studi di Verona. Consegue la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo e nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti.
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