Assistenza sanitaria integrativa: come funziona

assistenza sanitaria integrativa

Non tutti conoscono i fondi di assistenza sanitaria integrativa, ma questi ricoprono un ruolo molto importante nella vita dei lavoratori. Spesso si tende ad associare l’assistenza sanitaria integrativa con la sanità privata o con le assicurazioni sanitarie. Questo è dovuto al fatto che c’è una carenza di informazioni sul tema. Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza.

Il Servizio Sanitario Nazionale

I cittadini italiani hanno la fortuna di poter usufruire del Servizio Sanitario Nazionale. Questo consente a tutti di ricevere cure mediche e sanitarie, ma è bene ricordare che, il 20% della spesa sanitaria italiana è di natura privata. Questo vuol dire che è sostenuta dal cittadino in modo diretto, di cui più dell’80% non intermediata.

Negli ultimi 10 anni, la spesa sanitaria è aumentata. Questo è dovuto anche al fatto che è aumentata anche l’aspettativa di vita e dell’invecchiamento della popolazione. Questi due fattori hanno messo in difficoltà il SSN perché non è più in grado come un tempo di provvedere in modo esteso alle cure mediche. Per far fronte a queste difficoltà è quindi nata l’assistenza sanitaria integrativa.

L’assistenza sanitaria integrativa

Come detto, l’Italia garantisce la tutela della salute attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, ma è possibile integrare tale assistenza grazie all’assistenza sanitaria integrativa. Questa rappresenta infatti un’ulteriore forma di tutela a disposizione dei cittadini che vogliono integrare e/o sostituire i servizi che il SSN mette a disposizione.

Alla sanità privata può rivolgersi il singolo cittadino, stipulando polizze e contratti in autonomia, o essere realizzato in forma collettiva, se rientra nei diritti previsti dal Contratto Collettivo Nazionale dei Lavoratori (CCNL), dai vari albi professionali o da specifici contratti integrativi predisposti dalle singole aziende.

Questo significa che, molto spesso, un lavoratore dipendente o un libero professionista, è già iscritto a un fondo senza esserne a conoscenza. Come anticipato, è proprio la carenza di informazione e la mancanza di conoscenza dei propri diritti a creare i principali problemi di questo settore.

Informazione prima di tutto

Molti italiani sono inconsapevoli di possedere un piano di assistenza sanitaria integrativa collegato al proprio contratto di lavoro e non approfittano quindi di tutti i relativi benefici. Informarsi è però piuttosto semplice, basta:

  • verificare se nella propria busta paga è presente la voce “Trattenute per Fondo Sanitario”, con il relativo importo
  • rivolgersi all’ufficio personale dell’azienda, a un sindacato, all’Ufficio del Lavoro e a un patronato, in modo da avere maggiori dettagli sul proprio CCNL
  • nel caso di professionisti iscritti a un determinato Albo Professionale, rivolgersi al proprio Ordine Provinciale o Regionale

Essere iscritti a un Fondo di assistenza sanitaria integrativa permette al contribuente di integrare o recuperare interamente le spese mediche che ha sostenuto.

Nel caso di specifici contratti integrativi predisposti dalle aziende, le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa fanno parte dei benefit offerti dal datore di lavoro nei confronti dei suoi dipendenti.

Sempre più spesso, la sanità complementare spicca nelle classifiche di settore tra i principali servizi/benefici a cui è possibile accedere grazie ai piani di welfare realizzati dalle aziende.

La normativa sull’assistenza sanitaria integrativa

I Fondi di assistenza sanitaria integrativa sono stati introdotti nell’ordinamento legislativo italiano grazie al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, recante norme per il “Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421”.

All’articolo 9 è riportato che: “Possono essere istituiti fondi integrativi sanitari finalizzati a fornire prestazioni aggiuntive rispetto a quelle assicurate dal Servizio sanitario nazionale”. Si evince quindi che, i fondi integrativi hanno un ruolo ben definito: integrare e non di sostituire le prestazioni garantite dal SSN.

Questo vuol dire che, le persone iscritte a un Fondo sanitario integrativo possono usufruire di una serie di prestazioni medico/sanitarie, indicate nel cosiddetto piano sanitario, recandosi presso strutture pubbliche o private convenzionate.

Il costo della prestazione sostenuta viene coperto integralmente o parzialmente dal Fondo, tramite pagamento diretto, nel caso in cui la struttura sia convenzionata, o attraverso il rimborso all’iscritto.

Nell’articolo 9 sono anche presenti le indicazioni in merito alle fonti istitutive, ovvero chi può e come è possibile dare vita a un Fondo di assistenza sanitaria integrativa:

  • contratti e accordi collettivi, anche aziendali
  • accordi tra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti, promossi da loro sindacati o associazioni di rilievo almeno provinciale
  • regolamenti di enti o aziende o enti locali o associazioni senza scopo di lucro, o società di mutuo soccorso giuridicamente riconosciute
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Che cosa copre l’assistenza sanitaria integrativa

Come abbiamo visto, le modalità di adesione e le possibili forme di assistenza sanitaria integrativa sono molto varie e, altrettanto varie sono le prestazioni cui la sottoscrizione può dare diritto. A seconda dell’ente erogante, la sanità integrativa può riguardare:

  • I check-up relativi all’indagine su una sospetta malattia
  • gli esami e le cure relativi a una malattia
  • gli esami e le cure relativi a un incidente
  • i ricoveri ospedalieri per malattia o incidente
  • l’acquisto di medicinali sempre nell’occasioni di una malattia o incidente

Deducibilità e detraibilità

Per dare un quadro completo è bene ricordare che, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 30 dicembre 2992, n. 502, i contributi versati ai fondi integrativi sanitari sono fiscalmente deducibili dal reddito fino all’importo di Euro: 3.615,20.

Assistenza sanitaria integrativa e welfare aziendale

Come abbiamo anticipato, forme di assistenza sanitaria integrativa possono essere messe a disposizione del datore di lavoro nei piani di welfare aziendale. Grazie ad aziende come Beneficy, che offrono servizi di welfare, è possibile spendere il proprio credito per dotarsi di un’assistenza sanitaria integrativa. Tra le varie offerte messe a disposizione di Beneficy troviamo:

  • cassa sanitaria
  • checkup e visite specialistiche
  • consegna farmaci a domicilio
  • consulti medici e specialistici online
  • esami diagnostici
  • fisioterapia
  • oculistica e ottica
  • odontoiatria
  • psicoterapia
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Matteo Paolini inizia la sua carriera da giornalista durante i primi anni dell’Università degli Studi di Verona. Consegue la Laurea Magistrale in Editoria e Giornalismo e nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti.
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